
Uno dei dubbi amletici che riguarda brand e liberi professionisti del digitale è: come scrivere una newsletter che parli al cliente e si differenzi dalle mille altre?
La verità è questa: non basta mandare aggiornamenti o informazioni che piacciono a noi che scriviamo. Se il messaggio non arriva al cuore di chi legge, i risultati saranno deludenti (e le metriche ce lo ricordano in fretta).
All’inizio capita a tutti di scrivere testi autoreferenziali, convinti che bastino grafica curata e parole eleganti. Poi, aprendo i report, ci accorgiamo delle “balle di fieno nel deserto” dopo l’invio. La verità è che per scrivere una newsletter efficace non dobbiamo parlare di noi, ma delle persone a cui ci rivolgiamo.
Per questo, dopo aver capito cos’è e come funziona una newsletter, è importante imparare come scrivere una newsletter che faccia centro.
E quello che serve è prima di tutto ascoltare, comprendere e risolvere i bisogni reali dei lettori, trasformandoli in messaggi veri e coinvolgenti.
Di seguito ti lascio qualche consiglio che ti aiuterà a scrivere una newsletter che parla davvero ai tuoi clienti.

Come scrivere bene una newsletter: tono di voce, empatia, strategia
Non “nasciamo imparati”, come diceva Totò. Scrivere una newsletter che arrivi dritta al tuo obiettivo e, al contempo, al cuore dei tuoi clienti è un’arte. E come tale va affinata a ogni invio! Questo vale sia se lavori in proprio, sia che tu abbia un’azienda. Se desideri con tutto il cuore che la tua newsletter arrivi davvero all’anima del tuo target, è sempre bene tenere conto di alcuni aspetti per instaurare un rapporto con i lettori.
Aspetti tecnici, ma anche “di pancia”.
Vediamo quindi subito insieme quelli più importanti da considerare e come utilizzarli per capire come scrivere una newsletter in maniera efficace:
- Quanta empatia usare in una newsletter;
- Come scegliere il tono di voce giusto;
- Come impostare una strategia per rendere la newsletter irresistibile;
- Come decidere l’oggetto della newsletter;
- Come scegliere i contenuti e mantenere la coerenza.
Oltre a ciò, non mancheranno alcune tips che seguo quando scrivo le newsletter per conto dei miei clienti (occhio che poi ti mando fattura).
Iniziamo!😉
Empatia sì, empatia no

Come scrivere una newsletter che tenga incollati i clienti al testo?
Risposta: con una buona dose di empatia. Credo che la prima cosa da fare sia tenere sempre a mente che dietro a ogni indirizzo email che abbiamo nel nostro database c’è una persona vera. Non un algoritmo, non un “target demografico”: una persona con bisogni, emozioni e, spesso, una casella email già troppo piena.
Metterci nei panni del destinatario è il primo passo per creare contenuti che in primis attirino l’attenzione e che, poi, rispondano a una domanda precisa: “Perché dovrei leggere questa newsletter?”.
L’empatia è il filtro che va sempre utilizzato per selezionare le parole giuste, quelle che informano senza annoiare, che coinvolgono senza sembrare invasive. Che parlano con il pubblico invece che al pubblico.
Quindi, spazio all’empatia senza scivolare, però, nella melassa. Non servono frasi zuccherose o forzatamente amichevoli. Basta ricordarsi che dall’altra parte c’è qualcuno che vuole sentirsi capito, non blandito. È lì che una newsletter smette di essere “una delle tante” e diventa un appuntamento che il lettore aspetta davvero.
Il tono di voce (più o meno) perfetto

Hai presente quando leggi il post di un brand sui social e pensi: “Wow, mi piace cos’ha detto e come lo ha detto! Mi ci rispecchio proprio tanto”. Ecco, quello è il potere del tono di voce. È ciò che rende un brand riconoscibile e umano. E, per questo, lo fa avvicinare al suo pubblico target che si sente in sintonia con quel tipo di comunicazione.
Non importa se sei un’azienda di consulenza finanziaria, una business coach o una start-up che vende pirottini per dolci: il tono di voce che utilizzi nella newsletter è il ponte che collega il tuo brand al suo pubblico.
Professionale e ironico? Determinato e chiaro? Puntiglioso ma accogliente? “Severo ma giusto”?
Determina il tono di voce che rispecchia il tuo brand e mantienilo nella tua comunicazione. Combinandolo con l’empatia di cui parlavamo sopra, creerai nella tua newsletter un mix irresistibile per chi legge, perché sarai sempre riconoscibile e coerente.
Vuoi sapere lato “addetti ai lavori” come funziona? Te lo dico subito. Ogni azienda/libero professionista è unico, e il mio obiettivo quando scrivo le newsletter per conto dei miei clienti è far sì che chi legge percepisca quella unicità. Per questo, studio a fondo il tono di voce e la comunicazione del brand: studio i suoi social post, il sito web, perfino le newsletter precedenti.
Mi immedesimo in chi ho di fronte con la massima precisione e accortezza possibile. Un tono di voce sbagliato, che non risuona al pubblico a cui è indirizzata la newsletter… potrebbe spezzare l’interesse verso il brand per sempre. E non c’è GIF o meme simpatico che poi possa rimediare.
Come impostare una strategia che renda la tua newsletter irresistibile

Ora ti racconto come faccio io. Prima di scrivere una sola parola, mi siedo (virtualmente) con il cliente per capire cosa vuole ottenere. È una newsletter per vendere? Per raccontare una storia? Per fidelizzare o nutrire il pubblico? O entrambe le cose? Ogni obiettivo richiede un approccio diverso.
Inoltre, analizzo chi leggerà quella newsletter. È un pubblico giovane e avvezzo al digitale? Oppure un gruppo di professionisti esperti in cerca di aggiornamenti settoriali? O donne over50 che non hanno troppa familiarità con il web?
Sapere chi riceverà il messaggio mi permette di scegliere il linguaggio e il tono di voce giusti. Nessuno vuole leggere una newsletter che sembra un foglio informativo o promozionale degli anni ’90, giusto? Sai che noia.
I miei consigli per impostare bene una strategia che ti permetta di scrivere una newsletter efficace sono essenzialmente questi:
Per esempio, se sei una business coach e sai che il tuo pubblico è composto in prevalenza da donne tra i 30 e i 50 anni che si approcciano per la prima volta all’imprenditoria digitale, cerca di mantenere il focus nelle tue newsletter parlando, in modo caldo e accogliente, di quello che sai che cercano. Molto probabilmente cercheranno solidarietà, qualcuno che dica loro che non sono sole, avranno bisogno di consigli e informazioni per avviare e far crescere l’attività, esorcizzare i timori connessi al business eccetera.
Tu sei lì per loro: fai sentire cosa puoi fare concretamente per migliorare la loro situazione!
Scegli un oggetto che conquista
Come scrivere una newsletter che venga aperta e letta dalla maggior parte dei contatti?
L’oggetto della mail è come il titolo di un libro: se non cattura l’attenzione subito, rischia di non essere mai aperto. Quando creo le newsletter per i miei clienti, studio gli oggetti con cura quasi maniacale: devono essere brevi, diretti, ma anche evocativi.
Ecco un esempio: se il cliente è un brand sportivo, un oggetto come “Le tue scarpe da running ti stanno parlando” attira più attenzione di “Nuove scarpe da corsa in sconto”. Il primo incuriosisce, il secondo puzza di vendita da un chilometro. E di quest’ultimo, siamo tutti un po’ stufi.
Prepara un contenuto che racconti una storia
Qui ci ricolleghiamo all’empatia di cui parlavo poco fa. Il body di una newsletter, cioè il corpo della comunicazione, non dovrebbe sembrare una brochure promozionale Mastrota-style, altrimenti verrà cestinata all’istante (oppure ti finirà diretta nello spam e tanti saluti).
È fantastico che racconti una storia, offra un valore o strappi un sorriso. Quando scrivo, mi assicuro che il contenuto sia utile e anche piacevole da leggere. Punti chiave, qualche immagine che spezza il testo ma non troppe, e call-to-action ben posizionate: i dettagli sono importanti. Le conversioni, poi, verranno naturalmente con il tempo.
Sii coerente, sempre!
La coerenza costruisce fiducia e su questo non si sgarra, è una legge universale. Se invii la newsletter a cadenza regolare, ad esempio una volta a settimana, abitui i tuoi clienti a un appuntamento fisso con te (hai in mente la storia che racconta la volpe al Piccolo Principe?).
Inoltre, se adotti uno stile riconoscibile, riesci a fidelizzare il pubblico senza confonderlo. Una newsletter che arriva sporadicamente o cambia tono troppo spesso rischia di confondere. E, come sappiamo, un lettore confuso è, ahimé, un lettore perso.
Come scrivere una newsletter in modo efficace: tiriamo le somme
Come avrai potuto capire leggendo fin qui, scrivere una newsletter efficace è principalmente una questione tecnica, ma anche di cuore. Da parte mia, ogni messaggio che creo è il risultato di empatia, strategia e attenzione ai dettagli. E vedo che queste attenzioni premiano.
Puoi riuscirci anche tu con le tue newsletter, se hai voglia di mettere in pratica tutti questi consigli. Io tifo per te 😉
Vuoi scrivere una newsletter che parli al cliente?
Insieme la faremo arrivare dritta al cuore del tuo pubblico!